impossible sites dans la rue


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risk remedy

Il progetto scattinscatola / risk remedy prosegue il percorso iniziato a Sestri Ponente, con il “Programma di interventi di educazione ambientale 2012-2013“.

L’atelier urbano viene questa volta realizzato nell’Istituto Pluriclasse di San Desiderio, all’interno del più ampio progetto “Costruiamo insieme una Liguria verde, sicura e per tutti“, promosso dal Centro di Educazione Ambientale del Comune di Genova Lab Ter Green Point, in collaborazione con l’Associazione dei Genitori della Scuola San Desiderio e A-POIS.

All’opera, anche questa volta, gli artisti del collettivo:
Giuditta Nelli, artist & urban lab trainer
Tomaso Bozzalla, architetto & urban lab trainer

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Appunti da un progetto
di Tomaso Bozzalla e Giuditta Nelli
CC BY-SA 3.0

La cultura a cui apparteniamo e che costruiamo, influisce sul comportamento di ciascuno di noi. Il rapporto tra uomo e ambiente deriva da molteplici varianti fondamentali e proprio per questo non vi può essere un’univoca classificazione del rischio, omogenea ed assoluta. Come fa notare M. Bucchi, nel suo capito “La salute e il rischio” (in M. Bucchi e F. Neresini (a cura di), Sociologia della Salute, Carocci, 2001, p.182), “Per il sociologo tedesco Niklas Luhmann (1991), il concetto di rischio per l’uomo è legato alla necessità di non limitare eccessivamente il campo dell’azione e della decisione”. Per riuscire a mettere a proprio agio ciascun uomo con il proprio insieme naturale, è essenziale creare un ambiente di vita aperto e in grado di essere compreso in tutte le sue parti, per poter essere così vissuto nel migliore dei modi.
L’evoluzione storica di un ambiente, umano ed urbano, porta in sé alla formazione di una opinione di massa, figlia di ciascun singolo comportamento, che a sua volta condiziona le scelte pubbliche. È pertanto sostanziale sviluppare un’educazione civica singola e collettiva utile alla creazione di un’opera comune attenta e sostenibile. Tutto dipende dalle capacità che ciascun abitante saprà trasmettere alla propria comunità. In una ricerca ideata da Vanni Bulgarelli e realizzata nell’ambito del progetto di Annale dell’Atlante storico ambientale urbano di Modena (a cui si rimanda attraverso il seguente link http://www.comune.modena.it/lecittasostenibili/annale-del-900-la-citta-e-lambiente/i-temi/qualit-percepita-e-qualit-rilevata), si evidenzia come la qualità dell’ambiente in cui si vive, così come viene quotidianamente percepita da chi abita in quel contesto, evolve nel tempo ed è una componente importante dell’identità territoriale. Nello studio citato viene sottolineato quanto la qualità dell’ambiente dipenda dalle condizioni sociali, economiche e culturali soggettive e dalle esperienze personali dirette ed indirette dei suoi abitanti.
Il progetto “scattinscatola / risk remedy” si impegna ad avvicinare l’abitante al proprio territorio e creare quel rapporto biunivoco utile alla costruzione di una sostenibilità ambientale che è alla base di una diminuzione del rischio.
Il progetto, quindi, intende approfondire il rapporto tra l’abitante ed il proprio contesto di vita, esplorando i luoghi metaforicamente impossibili ed oggettivamente legati al rischio e provocare una ricerca di contatto e di dialogo reciproco, pronto a suscitare nuovi comportamenti.








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