impossible sites dans la rue


p r o j e c t #1

 

Il lavoro di Giuditta Nelli si fonde con la conoscenza in campo pedagogico di Giorgio Pomerànz, per creare un intervento community based, costituito da laboratori ed azioni urbane.

 

Il team di IMPOSSIBLE SITES dans la rue non si pone fini didattici o terapeutici; mira a creare momenti di divertimento e semplice godimento dell’esperienza.

 

Nei workshop non si spinge per ottenere una prestazione specifica, ma si cerca, nel pieno rispetto della singole capacità, di far emergere le naturali attitudini al gioco e all’espressione artistica.

L’atelier non è vissuto come un momento d rieducazione o assistenza; è stato pensato con l’intenzione di creare uno spazio in cui la coabitazione ed il contatto umano od emotivo possano trovare libera espressione.

Si offre la possibilità di soddisfare un proprio bisogno di esprimersi attraverso un codice differente da quello del linguaggio parlato o scritto.

Si aspira alla sollecitazione di una dimensione ludica perduta o mai acquisita.

L’obiettivo è fare vivere una condizione di benessere, strumentalizzando il divertimento.

 

Il team di IMPOSSIBLE SITES dans la rue mantiene fede alla sua caratteristica struttura di progetto d’arte pubblica e, questa volta, si avvicina ad ambiti delicati e complessi, con una seria leggerezza che riesce a fare accettare posizioni contrastanti e di osservazione critica.

 

IMPOSSIBLE SITES dans la rue agisce per la strada, con e/o per chi la abiti.

Interviene in strada, spesso.

Utilizza il gioco come principale ma non unico strumento di comunicazione e l’espressione artistica, singola e collettiva, come manifestazione concreta dello stato emotivo e relazionale vissuto.

Interpretando < l’arte come stato d’incontro >[1], chiede a chiunque desideri farlo di diventare artefice e complice della costruzione di un’opera, un’installazione che esiste grazie a quella ragnatela di relazioni intessute, che hanno originato scambio, confronto e informazione.

 

Arte come gioco, gioco ad arte.

Una fusione di mondi interiori, un rendez-vous tra culture, generazioni e mondi diversi.

 

 

 

 

 


[1] Nicolas Bourriaud, Esthétique relationnel, Les presses du réel, Dijon-Quetigny 2001

  

 

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